Albarella

 

 

 

 

Albarella, è bianca la tua fronda che guarda nel buio.
Bianchi non si fecero i capelli di mia madre.
Dente di leone, così verde è l’Ucraina.
Non fece ritorno mia madre ch’era bionda.
Nube di pioggia, tu indugi alle fonti?
Mia madre piange sommessa per tutti.
Rotonda stella, tu stringi il cappio dorato.
Il cuore di mia madre fu da piombo ferito.
Porta di quercia, chi ti levò dai cardini?
La mia dolce madre non può più passare.

Paul Celan

 

Farewell

Come Shane, l’uomo delle valli sperdute,
che aveva gli occhi azzurri e cantava vecchie ballate del West,
come Shane, che aveva due pistole di madreperla,
e la gioia dell’immortalità nelle sue pupille,
come Shane, che parlava di lontane praterie e boschi, di orsi
e serpenti a sonagli,
di porti e tifoni e sirene
e della Nave Fantasma
ed era giovane come l’acqua e come questa rifletteva la luna incostante
e gialla d’aprile
ed era giovane come l’amore e le sue farfalle accese,
ed era giovane come la tristezza,
e aveva gli occhi azzurri e due pistole nella cartucciera,
come Shane il luminoso,
giovane come la luce,
come Shane e le sue valli sperdute sotto le tremolanti stelle…

 Pere Gimferrer

Io sogno

Io sogno che ogni cosa
si sforza secondo il suo potere
di perseverare nel suo essere
& vedo mia madre
dietro il vapore mozartiano
sulla punta delle sue dita trema
un pianeta azzurrognolo
& vedo fuori
seduto su una pietra
in una primavera d’alberi sefirotici
un uomo vecchio
il suo viso è una cartapecora
& le sue mani sono vive
egli insegna ai tulipani
il linguaggio dei fiori
racconta ai bambini
la sua metafisica
si rimette a lucidare
la sua morte già perfetta

Raymond Farina

Hesher è stato qui

Questo blog si occupa principalmente di poesia. Ma quello che sottende alla poesia e ad ogni cosa pubblicata,  è la bellezza, il sentimento della bellezza.
Bellezza è la poesia , ma lo è anche la musica, l’arte visiva e, non scordiamocelo, anche il cinema, la settima arte.
Ieri ho visto un film di una bellezza sottile e, forse, un po’ difettosa, stando a quanto dice una recensione che ho appena letto. Non è un film ‘grandioso’, come ‘The tree of life’, è un film in cui bisogna ‘entrare dentro’ la storia, dentro i personaggi. E la storia e i personaggi sono raccontati con una maestria (spesso con brutalità, anche) e uno scavare dell’animo umano che solo grandi registi e grandi attori riescono a fare.

Brezza

Ali Karagoz

Quando arriverai alla stazione
non fare nulla di superfluo
Non andare al chiosco
dai venditori di tabacco o frutta
Te ne starai fermo sotto la grande porta
immobile dentro la luce del giorno
lasciando sulle scarpe la polvere del mondo
nelle linee chiuse delle tue mani
Perché noi, da lontano
ti riconosceremo
sotto l’orologio che segnerà
l’ora perduta.

Yòrgos Chronàs

 

Ann Bachelier

And she feeds you tea and oranges
that come all the way from China.
… and she lets the river answer that
you´ve always been her lover.
 (*)
Leonard Cohen

Imprigionata nelle tue impronte io continuo
in questi giorni di arancia e noia
a stendere la pelle nell’aria di pioggia.
Bolle l’acqua.

Ritorno a un’isola che si feconda
nel suo ventre di burroni,
al nastro nero di lapilli umidi:
i pori
si ammucchiano come rose appassite
sotto questa luna che non ti tratterrà.
Verso l’infuso.

Sul giallo ambrato il sedimento dell’ultimo silenzio.
Lo finisco
mentre ti penso come una strada sporca,
tristemente in salita,
cammino della città.

 

Yolanda Soner Onìs

 

Calzo scarpe stanche

Jim Warren

Calzo scarpe stanche
e vado qua e là a sentire
i rumori della casa. So
che niente è vero – o
per lo meno
che niente è felice: il legno che calpesto
soffre, la bambina nel suo sonno
viaggia per sentieri inesistenti. So,
dopo aver amato, male amato
il più gran tesoro, dopo aver visto sparso
il vino che trabocca dalle bocche del corpo,
calici vivi – indizi,
vado, senza lacrime, alla ricerca di indizi
di spiagge, fuoco arso e di uccelli
quando c’era aria – Andare per la casa nuda
a scrivere per aria
è come se calzassi le scarpe
di un morto.

Casimiro De Brito