Non qui

avessi qualche radice
qualche piccola radice
abbarbicata all’anima,
che si nutra del mio sangue,
io della sua linfa,
perchè io continui a vivere
anche oltre me stessa

(voci che si incontrano, mani,
non l’alfabeto muto del silenzio)

a volte certi semi bucano il cemento
e buttano macchioline di colore,
inaspettate.        qui non accade

Blumy

Terre di mezzo

Lucette Virelle 

Siamo spiriti sospesi
nelle terre di mezzo
Non  più carne,
aria non ancora
Siamo ricordi appesi
ai chiodi della mente
Qualcuno, fune sfilacciata
resistente allo strappo,
si aggroviglia caparbio
alla vita, insistentemente
Altri, polvere di parola,
sostano sugli oggetti cari
Brevemente,
nell’attesa del cencio
che li spazza via.
Lasciateci così.
Senza umida terra
né sigillo in cemento.
Sospesi, liberi nel tempo.

Sara Ferraglia

Sugli inverni

Tenaglie di vento
ha la strada
o artigli di gallo dritto
quando raggiunge la carne.
Rizzandola.

Le vetrine del caffè
appannate da accalorate
osservazioni sul tempo.
E’ il muro di contenimento
perchè la nube di latte
resti al suo posto.

Filtri della luna
disintegrano l’insetto del freddo
che mi divora.

Accetto il mio essere di infiniti frantumi.

La vita che passa
ha perso lo stupore.

Carmen Yanez, Abitata dalla memoria

Antonella Anedda , Donna che scrive

Aspetta che scenda la temuta notte, che scompaia
la luce dal crepuscolo, e ruoti
la terra sul suo asse.
Questa è la verità di questa sera incerta
sui cespugli di acacie e sulle case
questa è la sua misura – un acro di deserto.

Sopporta i tuoi pensieri dentro il buio
che avanzino in fitte di memoria.
Puoi schierarli fino a crinali di spavento
fissarli vacillare quando la pianura si oscura
attenderne il ritorno ora che il cane tace
e la mente si spegne
per un attimo forma senza male
anima del geranio
teso sulla ringhiera.