Bilancia d’acqua

LynEvans

passarsi la spugna lenta tra il collo e il braccio,
magari con la sottana trattenuta ai fianchi
chiudere gli occhi e appendere il profumo al cervello,
farne un fatto d’atmosfera, un’altalena sospesa
a fil di cielo. la solitudine versata nella durata lunga
del mare, nell’acqua che sciaborda. già mia madre
mi teneva così, raccolta e appesa
nella bacinella trattenuta da due sedie
con le labbra che soffiavano le sue mani insaponate
già mia madre mi teneva così, già sapevo la bilancia
d’acqua, la distanza eterna e rarefatta di esserci,
creatura di grazia, senza stare

Ilaria Seclì

Ancora saluterò il sole

Diana Vanderberg

Ancora saluterò il sole
il ruscello che scorreva dentro me
le nuvole che erano i miei lunghi pensieri
dolente crescere dei pioppi del giardino che con me
passavano da aride stagioni
il gruppo dei corvi
che portavano come dono per me
l’odore dei notturni campi
mia madre che abitava nello specchio
ed aveva l’aspetto della mia vecchiaia
ed ancora saluterò la terra
che la sensualità della mia ripetizione  ammassava
il suo infiammato interno di semi verdi

Vengo, vengo, vengo
con i miei capelli: la continuazione degli odori del sottosuolo
con i miei occhi: le dense esperienze dell’oscurità
con i cespugli che ho raccolto dai boschi da quel lato del muro
vengo, vengo, vengo
e la soglia si riempie di amore
ed io sulla soglia, ancora saluterò
quelli che amano
e la ragazza ancora qua,
sulla soglia piena d’amore in piedi

Forough Farrokhzad


Tutte queste pietre

Pedro De Kastro

Tutte queste pietre, tutta la tristezza, tutta
la luce, schegge di notturne ore e cenere di meriggio,
tutta la ritorta tubatura del sacro,
Muro, torri, aureole rugginose,
tutte le profezie incapaci come vecchi di trattenersi,
tutte le sudaticce ali d’angelo,
tutte le candele fetide, il turismo posticcio,
sterco della redenzione, felicità e testicolo,
spazzatura del nulla, bomba e tempo,
tutta la polvere e tutte queste ossa
intente a risorgere e a volare nel vento,
tutto questo amore, tutte
queste pietre, tutta la tristezza.

Di tutto ciò riempire le valli intorno a Gerusalemme,
perché diventi pianura
per il mio dolce aeroplano
che verrà a rapirmi su nel cielo.

Yehuda Amichai


Doppio sogno

Franz Radziwill

La casa ha due lati:
uno dove soffia inverno
e s’aggrumano grigi pensieri
e non c’è che farsi antichi e rassegnati.

L’altro dove un vento di culla
buono e fresco di lontani paesi
un po’ sognati e, forse, veri,
mi riporta un profumo di bambina.

E io veleggio tra una sponda e l’altra,
con le mani a pugno (in una mano
il nulla e le sue strade scure ,

nell’altra castagnole colorate
che vanno in alto
a illuminare il cielo).

Stai scivolando via dalla tua vita

Donato Giancola

La bocca è la colpevole:
ingrassa di silenzio e sputa chiodi.
Da vivi si va a fondo.
La casa era una nave,  un corridoio lungo

(attenta al parapetto,  alle onde grosse,
hanno portato tutti via)
e falle d’acqua: così da vivi si va a fondo

(mancavano il fiato tiepido,
mani come fiori, mancava dire:
stringiamoci forte come una famiglia).

Attenta ai cocci che tagliano la fune,
attenta alla dismisura dell’assenza,
al vuoto che ti beve ogni momento,
stai scivolando via dalla tua vita