Storie d’ordinaria follia

Manfredi Baninati

sono storie quotidiane
che non dovrebbero scalfirci,
eppure quella bambina bionda
che sorride dietro all’orco
e non se ne allontana mai abbastanza,
sparge ancora sorrisi dove passa,
persino dentro al pozzo
hanno trovato qualche stella
e la preghiera calcinata del mostro
in un miscuglio orribile e bellissimo.
tanto ci resta dentro agli occhi,
se gli occhi sono la luce marziana
che emettiamo, tanto brilliamo
anche noi, per quei fili d’oro
e quelle perle di sorriso che si eterna

 

Blumy

Polvere e vento

Christopher Beikmann

e dimmi: quanto di questa polvere,
del vento che la scuote e la trascina via,
quanto io sono polvere,
quanto sono quel vento
che mi fa tremare, allontanarmi,
disperdermi dentro l’aria gelida
che ingoia il  paesaggio, le cose,
le case, la fretta inutile delle strade,
le storie dentro le stanze,
i gemiti i silenzi le parole
che vanno via, si scompongono
mentre la bocca le pronuncia;
quanto io sono il vento che cancella,
la polvere che s’alza
come se avesse vita propria
e poi rimane, s’adagia sulla terra,
arresa, stanca, invisibile quasi.
quanto sono polvere e vento.

La mosca

                           Memo Vasquez

C’erano i resti d’un pasto mai finito
un piatto sopra una tavola,
una sedia rovesciata,

qualcuno che la pietà del cielo
aveva sgomberato
da una stanza senza pareti

una vita senza stanze e adesso
un’altra vita, molesta, sudicia,
testarda, si nutriva dei suoi avanzi;

una mosca che lo seguiva,
che aveva abitato le sue maniche
unte, le sue mani gialle di nicotina,

ora fiutava come un cane la sua assenza,
si cibava di lui, banchettava,
cinica e ingorda, dentro il suo ricordo

 

Blumy  (Poesia e mosca, Vdbd)

Ci sono vite

 

Ci sono vite, sai,
che sono come fiammate di luce,
durano poco, niente,
ardono nel firmamento del nero,
sventano, dilapidano.
Si ricorda la cupa accensione
del fuoco, il becchettare nel vento,
quel colore di fiamma
ossidrica o di stella
che il bruciare un istante rende eterno.

Daniele Piccini