Me

Cristina Venedict

 

 

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Guardiamo dalla cima del monte

Anke Merzbach

Guardiamo dalla cima del monte
il filo di calma che è nato
del mio petto tu conti ogni grano
e ogni cuore si prende di colpo
il suo tempo: un amore
è tornato e si è accorto
il suo disco ci copre.
Adesso tu devi guardarmi
per quella collana di si
nella mia pelle che apre
la piana la strada
e i fondi della notte
i centesimi della sete.

Nadia Campana

Guy Goffette

Ce que j’ai voulu, je l’ignore. Un train
file dans le soir : je ne suis ni dedans
ni dehors. Tout se passe comme si
je logeais dans une ombre
que la nuit roule comme un drap
et jette au pied du talus. Au matin,
dégager le corps, un bras puis l’autre
avec le temps au poignet qui bat. Ce que j’ai voulu, un train
l’emporte : chaque fenêtre éclaire
un autre passager en moi
que celui dont j’écarte au réveil
le visage de bois, les traverses, la mort.

Ciò che ho voluto, lo ignoro. Un treno
corre nella notte: io non sono nè dentro
nè fuori. Tutto passa come se
io abitassi in un’ombra
che la notte svolge come un drappo
e getta ai piedi di una scarpata. Al mattino,
liberare il corpo, un braccio poi l’altro
con il tempo che batte al polso. Ciò che ho voluto, un treno
lo porta: ogni finestrino illumina un altro passeggero in me
diverso da quello da cui mi scosto al risveglio
il viso dei boschi, le traverse, la morte.

Guy Goffette, trad. Blumy

fammi fiorire come se fosse vero

Zou Chuan'An

madre che ti sei fatta nuvola
e ramo      libellula
levami la colla dalla bocca
la corda che mi stringe il  petto
e soffoca il respiro

madre che ti sei fatta erba
terra e cicala
fammi fiorire come se fosse vero
inventami la storia
di cio’ che nasce ancora e ancora

e non finisce

Blumy

Sotto i castagni

Ann Julie Aubri

Sotto i castagni raccogli i ricci
per una tua corona
dei giorni feriali,
e ti ci togli lo smalto con quel sangue,
i ricami, gli orli, il punto a croce
chilometri di roba :
perduta con quei fili
tra i castagni
giri in tondo da anni
su una sedia,
hai il tuo bozzolo duro come schermo
e nessuna finestra.

Elisa Biagini