A M.F. Davighi, nata e andata subito via l’agosto di quest’anno 1996

Shirley Cross

 

Ci sono immaginette di santi, fontanelle
d’acqua tra i sassi ed è forte il verde,
forte la pietra vicino a Teramo.
Francesca, l’hai toccata
questa luce d’Italia per un istante, ti è scesa
nelle vene, c’erano
queste improvvise cadute del silenzio
nel tuo respiro di poca rosa –

Come grande e alta
e, tacendo, declamante
è stata la tua presenza tra noi, cosa
tutta di Dio, poca Francesca,
auto di corsa, voci, e requiem e un’ave
maria pianta tra i denti.
Sei ora la piccola pieve, il sasso
chiaro che ferma la luce
dinanzi al folto delle paure
e all’inesausto mareggiare della sera.
Sei restata poco, un fuoco
di stella, un pugno di paglia,
ma passando i fari, le gallerie, i grandi
bar autostradali, come mormora, come
canta la tua oscura meraviglia…

Davide Rondoni

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