Partenogenesi

Diana Vanderberg

il seme da cui sono nata
è rimasto dentro di me
come una foglia sempreverde
una moneta d’oro che la fiaba moltiplica

come in una primavera del corpo
le dita dei piedi fanno gemme
si staccano rami dalle gambe
braccia d’albero si spalancano al cielo

rinasco mi riproduco nel vento
sono madre e figlia
muschio che preme il muro
campanula che lo fa fiorire

Blumy

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4 thoughts on “Partenogenesi

  1. Blumy ha detto:

    grazie, Marina, è una ‘morte’ che non è morte ma trasformazione, un po’ come i testi (miei) precedenti. Buon 8 maggio!

  2. marinaraccanelli ha detto:

    bellissima! mi piace per com eè scritta, ma anche perchè condivido la tua emozione nel sentirti pianta e albero
    marina

  3. Blumy ha detto:

    se ti piacciono i saggi leggi La danza delle grandi madri, di Clarissa Pinkola Estés (e magari fosse davvero così …)

  4. fernirosso ha detto:

    lo penso anch’io Blumy.Penso che la specie più evoluta ed emancipata non sia quella animale,ma quella vegetale ed in quella mi riconosco come referente della nostra origine,quei cianobatteri che aspirano al sole ma stanno in terra da miliardi di anni.
    f

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