Gli sragionamenti di Giovanna

Gérard Daran


Costantino è una porta.
E’ un volto dietro la porta.
E’ una porta che si chiude di colpo e ti spezza le dita.
Costantino è una stanza.
Un urlo di pericolo in una stanza vuota.
E’ una casa tetra nella quale fumano imperscutabili reli-
gioni di sangue.
Costantino è il domani il domani il domani. (Il domani
ripetuto infinite volte).
Costantino svanisce appena lo guardi negli occhi.
Costantino appare appena lo sogni.
Si batte con la notte piomba su di lei cieco di rab-
bia e così si riempie di ferite che s’infettano
continuamente.
Si tormenta coi volti lo domina l’indeterminatezza pal-
pa il mio corpo la luce del mio volto e lo spezzano
singhiozzi inarrestabili.
Costantino è il sole che definisce l’ombra dell’erba con
il suo moto continuo.
Costantino è un bosco chiuso un disegno di tappeto
con vegetazione asfissiante.
Costantino è la lotta con le stanze e con gli uccelli.
Parla continuamente di un fiume che laverà il suo corpo
dalla terra e dalle sozzure del suolo.
Si riprende dalle accuse che eccitano il suo sangue e poi
dorme.
Costantino ha molte impurità nella sua vita immaginativa.
Costantino è un fatto dubbio.
E’ un giardino mezzo smangiato.
E’ un giorno scuro depressivo in cui il vento reca polve-
re sui vetri.
Indossa quella giacca invernale e crede di trasformarsi
continuamente.
Dietro al volto di Costantino vibra l’altro Costantino.
Che di notte arde in un delirio più tremendo delle sue
parole.
Gli dèi severi lo ascoltano e si rabbuiano.
Lo ripeto, Costantino è una casa.
Una casa piena di idee che si riversano e ti lacerano il
corpo con le unghie.
Costantino si pente di azioni mai avvenute.
Confonde ciò che non ha fatto con ciò che contava di fare.
Ha costruito edifici immensi e li ha retti disperato con
le sue braccia
finchè sono venuti giù e ci hanno schiantati.
Costantino è responsabile di tutto ciò che è avvenuto
dentro di noi.
Si frammenta in infinite allucinazioni chiamando il mio
volto abisso buio della luna (Il mio volto è luce
pura).
Costantino è tremendo quando si spoglia delle sue scor-
ze a una a una.
Non so come placare Costantino.
In certi momenti gli sta accanto la follia e le sue viscere
s’illuminano da dentro come se vi ardesse una lam-
pada con tutte le radici.

Questo è Costantino.

Takis Sinòpulos

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