La canzone dell’oboe

Katarina Ali

Abita nel mio sangue come un assolo di oboe.
Inesistente e immaginata
è tutta fatta di niente
ma necessaria come l’aria che non si vede.
Con i piedi alati delle semicrome
che traboccano dal pentagramma,
balla sul podio olimpico delle vene,
dilatata, prorompente, incauta.
L’ascolto da sveglio e la sento mentre dormo
nelle lunghe onde che nel sangue vanno
come un transistor che si accosta all’orecchio
e lo sente solo chi lo tiene in mano.

António Gedeão

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