La montagna

Ji Seon Kim



A volte, dal balcone la montagna assumeva l’aspetto di un rispettabile vicino. Nei giorni più limpidi invece, si invitava, si faceva largo per così dire tra le antiche dimore, come se, rimasta indietro in un’accalorata discussione, avesse tutta l’intenzione di meglio farsi ascoltare. Ma era lei a chiamarla in quei giorni di maggio. Il pensiero dell’eruzione, il far finire tutto con gran fragore, in un immenso falò appariva alla sua vita senza luce come una segreta rivalsa. Ansia e coraggio le procuravano visione della sua casa incenerita e del suo corpo fuso, casa e corpo testimoni, emblemi della crudeltà di quei luoghi e dell’ingenuo eterno aggirarsi in quelle sue trappole fatte di solitudine.

Vera D’Atri

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