Volevo chiamarmi mimosa

Svetlana Valueva


Volevo chiamarmi mimosa
essere morbida e dorata
pudica o un po’ sfacciata,
ma delicatamente profumata.
volevo essere un’acacia dealbata
una pallina carica di sole
un fiore di gaggia nella penombra
scivolare dall’albero con la grazia
sensuale di una ballerina della Scala
volevo essere un fiore inebriante
caldo e un poco birichino,
giocare con i passeri sul ramo,
salutare l’alba con l’inchino
e fare capolino nella notte
mescolarmi alle stelle cadenti
e fare le capriole con la luna.

Blumy

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4 thoughts on “Volevo chiamarmi mimosa

  1. marinaraccanelli ha detto:

    anche i divertissements bisogna saperli fare, e poi rivelano molto di chi li scrive!

  2. Blumy ha detto:

    grazie, Marina, anche se per me questa poesia è solo in divertissement 🙂

  3. marinaraccanelli ha detto:

    mi piace! quanta voglia di leggerezza, nostalgia musicale e birichina di essere luminosa, brillante, giocosa…”volevo”…e invece? sei blu, malinconica…ma no, sei proprio una mimosa! in sogno forse, in poesia, ma in fondo, la realtà non è sogno?
    marina

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