Mi chiamo Marta

Annunci

Ti scrivo da vicino

dal sito mscei.com

 

 

Ti scrivo da vicino, come se la mano
ti fosse oggetto breve affiorato,
come se dalla strada ti arrivasse
la piccola certezza per l’acquisto
dei minuti seguenti. Da vicino
come il sole, come la cicala.
Come un silenzio pieno
che ti venisse agli occhi di mattina
e amarti fosse l’abito
scelto al cominciar del giorno.

Pedro Tamen

Ritorno all’acqua

Fuori del mio nido d’acqua guerre esplodevano,
tempeste che sfioravano la pelle di mia madre,
dal mondo esterno arrivavano
i rumori di guerra, le grida dei soldati.
Allora si chiudeva a goccia il mio cuore minuscolo,
che stava dietro una barriera santa.

Ma adesso è tardi e non ho più difese;
lo scudo che mi proteggeva s’è spezzato,
non so difendermi dai colpi, le ferite …
Allora mi lascio andare in fondo,
ritorno all’acqua madre, chiudo gli occhi,
abbandonata nel suo abbraccio
ascolto ancora la mia ninna nanna
e piano m’addormento.

 

Mi fanno male le parole

Vandenbogaerde D.

Mi fanno male le parole che io mordo i miei
dentini d’amore
sanguinano
verso la faccia piena della luna
non smetto di divagare
lo specchio tondo che vorrei
essereavere
voltando verso di sè ciò che riflette
d’altronde
non smetto di divergere
il viso che vorrei essere
verso la lama sbreccata della luna
cercando un amore intenso troncato

Martine Broda, trad. Blumy

Ora vi spiego com’è fatto il paradiso

Charley Harper

ci sono strade che ci cacano i cani
e strade che il glicine fiorisce
giorni che piove sempre
e ti sembra che un ombrello è troppo stretto
per andarci sotto in due
e giorni che è bello bagnarsi la pelle e il viso
ci sono piatti da sciacquare
patate da pelare
mentre qualcuno o qualcosa ci lascia per sempre
ci sono dolori così acuti da non sopravviverci
ma ci sopravvivi
genitori troppo vecchi per essere ancora odiati
figli che in paradiso ci andranno senza di noi
amori che vengono
amori che vanno
porcellane
trapunte
libri di cui puoi fare a meno
e libri che vorresti non aver letti mai
c’è Ernesto Guevara che insegna a mio figlio
come si diventa duri senza perdere la tenerezza
e l’amico Putin che canta O sole Mio con Apicella
c’è pessoa che suona il violino
cirano che s’è rifatto il naso ma ha perso Rossana
c’è Pier Paolo Pasolini che dirige striscia la notizia per mediaset
e John Lennon che fischietta imagine a che tempo che fa
c’è tremonti che fa il no global al G9
e baffo d’alema
che confessa a Bruno Vespa d’essere sempre stato democristiano
c’è Walter che giura urbi et orbis che non farà mai l’accordo con Silvio
perché l’ha già fatto un altro qualche anno fa
e Montanelli che sta riscrivendo la Storia D’Italia
ma non ce la fa più a turarsi il naso
c’è Ruini che dopo averci illuminato sulle staminali
e sulla funzione della scuola cattolica
ora è ospite fisso con Bertoni di Antonella Clerici
per spiegare agli italiani
che è un peccato far scuocere la pasta
ci sono donne da passeggio e donne da letto
donne che hanno l’amante ma non lasciano il marito
e donne che non lasciano il marito perché non trovano un amante
c’è chi la terapia la fa freudiana
chi la fa junghiana
chi la fa in chat
e chi ha risolto i suoi problemi leggendo garimberti e iodorowski
c’è chi ritiene che le ore del mattino hanno l’oro in bocca
e chi vuole farci credere che i comunisti esistono ancora
c’è Fioroni che frequenta un corso di recupero per ministri
e Benedetto che si è trasferito al Quirinale
c’è Pierferdinando che è disperato perché nessuno pensa alle sue famiglie
e a quella di Cuffaro
c’è Ciarrapico che vende gassose
Donna Sandra che vende fiori
Antonio che fa il commesso all’ipercoop
Rosa che si diverte a fare Scaramacai
Vespa vestito da fra’ Galdino
Prodi che fa un’altra seduta spiritica
per sapere chi ha ucciso Aldo Moro
c’è Aldo Moro che vuole sapere chi l’ha ucciso
Ci sono i morti di Ustica
Dell’Italicus
Di piazza Fontana
C’è Carlo Giuliani che con Roberto Franceschi Mauro Rostagno e Ilaria Alpi
ha messo su un complesso rock e canta
nel blu dipinto di blu
ci sono gioie leggere come la schiuma del mare
e gioie che a raccontarle
tra angeli e turisti di passaggio
non sembrano vere
c’è mia madre che si è alzata dalla sedia
dove è stata immobile per cinquant’anni
e danza come aveva sempre sognato Sul bel danubio blu con mio padre
che s’è convinto finalmente che un figlio poeta non è poi una disgrazia
c’è la tempesta di giorgione
e una vecchia che ti ricorda
che col tempo non si scherza
c’è la tristezza di dover restare
e la tristezza di voler andare
c’è Fini che si rulla una canna davanti al busto di Benito
e Maria che di amici ne ha tanti anche in paradiso
c’è una mia amica che vende cilici in un sexyshop
e Francesco che ricorda con Emma e Marco i bei tempi andati
c’è la banda della magliana che suona la tromba con Marcinkus
e Emanuela Orlandi che chiede a Calvi
di comprarle un biglietto per Londra
c’è un omino con un visino di melarosa
che sorride sorride sempre lui
per una paresi facciale
c’è la figlia che non conosco
e non ha ancora capito
che si è padri
anche fingendo di non esistere
il nonno che aveva il mio nome e ha perso il vizio dell’alcool
il trisavolo che su un cavallo bianco
andava per le terre a riscuotere balzelli e le maledizioni
che m’hanno fatto poeta
c’è chi usa il cellulare per parlare con il padreterno
e chi telefona alla mamma e le dice ciao
c’è una bandiera rossa che è tutto ciò che resta
dei nostri sogni calpestati e derisi
c’è chi non paga il mutuo
chi non paga il salumiere
chi paga le tasse e la tarsu
c’è chi le fa pagare agli altri

c’è chi piange
chi ride, chi soffre di aids e chi di noia
chi soffre perché non è felice
chi non soffre e non è felice
chi non è, e basta,
chi nasce
chi muore

ora lo sapete come è fatto il paradiso

Emilio Piccolo

Disegno

R. Hulett

 

 

Fosco giorno d’autunno, nevischio.
Un morbido grigio disegno,
tracciato come in un sogno.
I pini han raccolto cotone di cielo
e infilato i fiocchi tra i capelli,
e le betulle tendono i rami sottili
delicatamente, delicatamente…
Su pozze ghiacciate scrivono gli uccelli
su nuove lavagne.
Olav H. Hauge