Madre d’acqua

Alexander Maranov


 

Acqua, pensavi di dormire
nel nido della terra
ma così non fu
torrida estate
sei spessa, solida, liquida
sei viva, ma non lasciarmi
non so vivere senza di te.
I sogni vanno alla deriva
su un’isola di colori
scavando l’anima e guardando la luna
amore che fruga nel fondo della valle
inondata dall’acqua
La pioggia ha sapore amaro
sassi, foglie e nuvole
nuvole carnose
pioggia, perché non sei più dolce come prima?
E l’anima dell’acqua diviene vento
ondeggia il vento tra le foglie
erano sparsi per il bosco
suo era il corpo di muschio
quando acqua e vento s’incontrano
nasce un fiore nel ventre della terra
mormora il vento fra le foglie
voci lontane evocando
assumono i colori della notte.
Foglie che si moltiplicano a altre foglie
io voglio il verde che generoso si rinnova
tutto ritorna all’essenza primordiale
le foglie crescono e cadono dagli alberi
triangoli e quadrati sparsi al suolo
acque fresche che offrono ristoro
avvolte dal profumo dei fiori
e delle siepi selvatiche
ecco, fiume sconfitto,
io voglio cantare il tuo dolore.
Qualcosa di vago
fumo e sapori somiglianti
Sei ancora vivo, utero pulsante
non dimenticare il tuo passato di fiume
pieno di pesci, nella tua voce forte
di quell’azzurro, racconta:
ci sono nuvole nel mondo
che si sciolgono in veleni
nuvole nere sul mondo
come braci d’incendio
e nuvole di polvere.

Marcia Teophilo


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