Tatão e le strade

Eva Verhoeven

 

in alcuni luoghi
interrogo i giardini
della mia infanzia.

li interrogo senza risposta,
senza sorpresa, senza speranza.

poiché non ho più ritrovato
quella misurata perfezione, mi sento orfano.

la prima lezione di geometria
la ricevetti in quei parchi.

il vecchio giardiniere insegnava senza scandalo
al sole di mezzogiorno.

alle persone semplici
celebrava la sua matematica.

di un arbusto senile
faceva un cono invertito.
cubi strani di albero
occupavano pian piano il prato
e i muri vivi non cingevano:
anzi offrivano ai passanti
lo spettacolo.
orlavano la città per il ballo.

le due figlie del giardiniere
avrebbero studiato matematica.
in qualche modo, la mia passione per i numeri
era anch’essa nata lì, intrattabile e fisica,
in quei parchi.

ma nessuno meglio di lui sapeva
proteggere la sua scultura.
nessuno aveva un tale vigore:
al punto di morire sotto il sole del mestiere
con un colpo di vento o di albero.

un colpo capace di arrestare,
per sempre,
tutti i giardini e parchi e viali
della mia infanzia.

Yacir Anderson Freitas

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