Da Odi Barbare XIII

Valery Tsukahin

Miei vecchi amori. Visibili
ore di un secolo che non vuole morire.
Si rompono continuamente lune intorno a me.
La luce che m’illumina di certo verrà
da stelle spente.

Tutta la notte sradico sentimenti
dal mio petto che resta sempre verde.
Erbacce con radici d’eternità.
Mi stordisce il rumore del tempo.
Scendo

in una notte più profonda di quella vera
con una duplice tenebra negli angoli
e caligini d’usi passati.
Camminando lentamente, attento
a non svegliarvi.

Nasos Vaghenàs

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Sempre tra gli alberi – A Eugenio, perchè sia sempre con noi

Magdalena Wanli

Sempre di nuovo, benchè sappiamo il paesaggio d’amore
e il breve cimitero con i suoi tristi nomi
e il pauroso abisso silente, dove per gli altri
è la fine: torniamo a coppie tuttavia
di nuovo tra gli antichi alberi, ci posiamo
sempre, di nuovo, tra i fiori contro il cielo.

Rainer Maria Rilke

Erosioni

D. Brendolin

La casa dove vivesti
ha fenditure ove nidificano
le formiche della memoria
(camminano dentro la testa,
portano via, a mucchi, lentamente,
i grani di passate stagioni
e accumulano, per un inverno che è già qui).
Nelle stanze più interne,
quelle costruite nei tuoi recessi più profondi,
ci sono crepe che si allargano,
erosioni che saranno voragini,
fino a che non ci sarà che il vuoto,
un buco nero,
come per la morte di una stella.
E chi passerà dopo di te
vedrà ancora l’indifferenza
delle formiche che non ricordano,
la piccola anfora del tuo corpo
le sue minuscole incisioni indecifrabili.

Blumy

Ero stesa nella polvere

Odd Nedrum

Ero stesa nella polvere sul ciglio della strada.
Non vidi il suo volto.
Né lui vide il mio.

Impallidirono le stelle e l’aria si fece blu.
Non vidi le sue mani
Né lui vide le mie.

L’oriente mutò in un limone verde.
Ho aperto gli occhi per un uccellino.

Allora seppi chi amai
per la vita intera.
Allora lui seppe di chi le povere mani
abbracciava.

E l’uomo il suo fardello prese, e partì
in lacrime verso la sua casa.
E la sua casa è la polvere della strada
com’è anche casa mia.

Vesna Parun

Lacrimosa

Eva Verhoeven

Ci saranno altre sere.
Cani riposeranno nel tuo cuore
qiuando chinerai il capo insonnolito
su guanciali di muschio.
Sul prato giocheranno i ragazzini.
Dove franano i loro delicati
boschi di pulci,
sciolti alla calce,
muti alle carezze,
al sangue tiepido dei musi, al nodo
docile dei nervi morti
prima di crescere?
Le mosche fischieranno un breve requiem.
Fiori in forma di croce nasceranno
sull’asfalto remoto ai tuoi cortili.
Si spegnerà la luce dei semafori
sotto il velo del pianto.

Cristina Sparagana