Stazioni

Carlo Carrà

1

ah quei cancelli, quelle teste di santi
che la polvere ricopre sui portali delle chiese,
quelle scalinate e quelle tuniche di pietra
corrose dal guano degli uccelli!
Perché attraverso una fiamma
che non bruciando tramuta
vedo una folla passare scalza
e a capo nudo, nella stagione fredda,
con vecchie valigie legate con lo spago?
Chiamo mio nonno e non risponde
col distintivo di mutilato della Grande Guerra
sul bavero, vorrebbe sedersi ma una guardia
lo spinge avanti con il lungo becco.
Ed eccoli, trasparenti e tremanti
nella valle di Giosafat. Scaldati
dai miti musi degli asinelli spariti.
Li vedo, psychai: volitanti farfalle oltre –
come nel cielo diurno
vedo nuotare, segrete crisalidi, le stelle.
Perché coloro che amarono fortemente
furono perduti?

Valeria Rossella

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One thought on “Stazioni

  1. allorizzonte ha detto:

    Ovvero: come possano sopportare i perduti il nostro amore.

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