Adesso

Susan Littlefield

L’abbiamo detto in cucina. Lo dice col muso riccio, dalla
testa al piede liscia invece quanto un capello: Sarenco
le esce di dietro, sborra. Dolce,
tanto. Comincia
l’inverno in cui
le mosche intrecciano le zampe, vanno di lato come
granchi, si mettono a vomitare. La sanno già
tutta, la vita, e quella anche dei
capelli, dove cascano per errore. C’è
da preoccuparsi che diventano umane, per non
pestarle. Così lei, pura di vino, ride, ma nel collo
casca: una casa storica del centro, la
buttano giù. Finita. Tutto
ciò che ci tortura è piccolo, freddo, andante. Però
su lui non sa mica scherzare. Gli
perdona ogni giorno che passa.
Nel grande mondo non sa più
stare bene. Si capisce
che arriva l’inverno. Forse
ai salmoni piace il dolore, alla saliva ai
piatti, ai Russi. Spostano il tempo come un bicchiere
e le nere foreste di sborra quanto un’oliva nell’olio
l’hanno davanti, nel secolo d’ora in cui
parlano. Ma le mosche loro
adesso muoiono. Io
me le porto via, al mio indirizzo, sediamo e domani ci
porterà il più bel giorno diverso.

Cristina Annino

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