Saresti un albero calmo

Saresti un albero calmo
che modula foglia a foglia sillabe
sparse, estraneo alle ore ,
da un chiaro pomeriggio di luglio.

Saresti la stretta dell’acqua
e del vento, così vicino al canto,
alla foce di qualche fiume segreto,
così fragile come all’orizzonte d’una voce

che cerca il cammino immaginato.
Saresti ciò che non hai mai detto,
mai visto nè sognato nè pensato,

talvolta sferza talvolta silenzio,
sorridente specchio in cui talvolta passano,
sullo sfondo dell’infanzia, immagini
leggere.

Lionel Ray, trad. Blumy

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