Donna che scrive

Carrie Vieille

È la fame che le apre la gola:
un cucchiaio di consonanti,
una spatola di osso sul palato.
In quelle ore si trasforma
dalla sponda del tavolo all’armadio
il corpo mangia se stesso nel riflesso.
Intorno ruotano i pipistrelli
uno stridere cieco che si unisce
al suo battere di unghie sopra i tasti.

Se chiude gli occhi
la stanza si scompone.
Allora scopre da dove viene il terrore.
Dal chiodo dentro il tronco dell’albero di ieri
dal fungo esploso di notte
di un enorme marrone.

Antonella Anedda

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