Persefone

A volte,
quando passeggio in giardino smemorata, sotto i pioppi,
o lavo una camicia nella bacinella di pietra,
o mi poso la mano sul seno,
o tengo un fiore, con una tenerezza tutta mia,

mi sento improvvisamente nuda, inchiodata al muro,
o al tronco di un albero, o nello specchio di metallo del corridoio,
soprattutto lí, nello specchio, doppiamente inchiodata,
doppiamente visibile, senza un nascondiglio, senza una foglia,
in una densa trasparenza, illuminata dentro e fuori
dai due riflettori del suo respiro che erompono
dalle sue narici strette, sornione,
le sue divinatorie, sensuali, ieratiche narici.
Jannis Ritsos, Quarta Dimensione
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