Senz’ali

David Gilliver

e noi che sappiamo salire
solo con le gambe o con gli occhi
e resta a fondo, ancorata
come la pietra di un rimorso,
quell’ala imprecisa e goffa
che ci fa invidiare il volo delle aquile,

saliremo in un giorno qualunque,
imbragati nella ragnatela del mea culpa,
leggeri come gli aquiloni dei bambini
che giocano perduti in mezzo all’infinito,
che hanno scalato con un salto

                ——————                   e stanno lì,

nuove stelle nell’azzurro.

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