Ragnatele

Fabio Keiner

Non essendo poeta, la tennero annebbiata per mesi, in compagnia dei suoi amici ragni, a tessere insieme una ragnatela di protezione. Incessante la veglia e il sonno si alternavano e ad ogni risveglio un filo di seta legava il pensiero al suo letto d’internata. Finché accadde che lei, non poeta, bozzolo incompreso e fissato al ricordo di viole appassite, saltò dalla finestra, incurante della sporcizia che avrebbe lasciato sul selciato. Per un attimo rimbalzò a terra, i ragni fecero dei cuscini con le zampette. E un sussurro di mille vocine arrivò al suo animo confuso: non sei poeta, non lo sei. Altri lo dicono ma tu sai di te.

L’interno della sua privatissima gabbia esplode in mille frammenti, piccoli fogli inchiodati ai muri.

Il terreno sottostante generò, nella caduta, una grazia a lei sconosciuta. E andò via.

api

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2 thoughts on “Ragnatele

  1. api ha detto:

    tu mi fai sempre delle sorprese…:)

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