Va (la barca ch’è il mio corpo)

Va, in una lenta deriva,
l’acqua ch’è il mio corpo,
tra una marea e l’altra,
tra una luna e l’altra,
la barca ch’è il mio corpo
va, a ricongiungere il suo legno,
la sua acqua, lo strappo d’universo.
Va,  con l’ago che le cucì i lembi
della sua prima caduta,
a ricongiungersi alla tela ,
a ricucirsi piccolo pianeta
o stella luccicante o infinitesimale
atomo di luce e buio.
Va, spinta dal vento di mai più,
a imbucare la sua tremula domanda
dentro la tasca dell’infinito.

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3 thoughts on “Va (la barca ch’è il mio corpo)

  1. poetella ha detto:

    buon anno, Blumy!

  2. massimolegnani ha detto:

    apprezzo lo stile e condivido l’idea che siamo al contempo barca e acqua su cui navighiamo. ml

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