Avevo radici e foglie

Avevo radici e foglie, reami sulla terra
e fluiva dentro di me una linfa  azzurra.

C’erano le mani di mia madre e la sua sotterranea santità,
poi si spalancò il cielo e, come nelle mistiche visioni,
lei si dissolse tra le nubi.

Ora barcollo ubriaca dentro il mio sisma personale
per aver ingoiato tutto il vuoto dell’universo.

So dei colori di primavera, delle macchie profumate
tra gli alberi, degli occhi che s’aprono
verso nuovi cieli.

Io sto sola, in un recinto buio e senza tetto
in cui si convogliano tutti i temporali.

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