Il signore d’oro


Era un signore d’oro. Un signore d’oro fino, zecchino.
Per il suo carattere duttile e malleabile, per il suo caldo dorato
colore, per il luccichio dei suoi occhi, era un signore molto
ricercato.
I corsi dei fiumi venivano deviati, i fondali scandagliati e setacciati,
ma i signori che affioravano brillavano poco, erano signori
pallidi, opachi, non erano d’oro vero, erano signori falsi.
Non avevano aurifere vene?
No, le loro lente vene scorrevano quasi del tutto essiccate in
direzione dei loro minuscoli cuori, a fatica.
E dov’era il signore d’oro vero?
Lontano, in una casa assolata, pigro e paziente, aspettando di
essere trovato, in un angolino, il signore d’oro luccicava.

Vivian Lamarque

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2 thoughts on “Il signore d’oro

  1. Blumy ha detto:

    e grazia e fantasia . ciao, Maria 🙂

  2. maria d'ambra ha detto:

    IL SIGNORE DI FRONTE

    Era un signore seduto di fronte a una signora seduta di fronte a lui.

    Alla loro destra/sinistra c’era una finestra, alla loro sinistra/destra c’era una porta.

    Non c’erano specchi, eppure in quella stanza, profondamente, ci si specchiava.
    (V. Lamarque)

    semplicità e immediatezza…
    un abbraccio blumy

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