Figlia

Ho il tuo viso fra le mani
oh aria dolce ritratto d’aria
anello del mondo e del passato
il tuo volto di silenzio
volto di lampada tenera
con quale facilità ti formi nei miei occhi
come ritorni allietando le tenebre.

Miseria del ricordo
alla soglia del freddo il bosco si fa sogno
si distaccano le foglie
a goccia a goccia muoiono gli sguardi.

Vicente Huidobro

Ora tarda

Ora tarda

23 maggio 2013 di api

che stordisci e soffi d’aria forte

il lascito dei bulbi nei vasi

circoscritti come un tempo da rincorrere

mai fermo -usurato-

madri e figli non più compresi

compressi in spelonche annichilite

su se stesse

ora ingorda di sussulti d’alberi.

Ingoiami, se puoi, sono qui a resisterti.

 

api

Pietre

Il vento, stamattina, si porta via i colori.
Altro non puo’.
Le voci sono andate via in altre stagioni.

In agosto il fumo scomparve, gli occhiali sulla fronte,
quel tormento secco che mi consegnò col nome, con il
primo respiro.

E lei, la silenziosa. Che camminava cercando la sua casa
(forse era davvero un’altra casa,
fatta di mattoni benedetti)

e si perdeva nelle strade , come anch’io, ormai,
dentro me stessa.
L’altro è lontano nella stessa città.

Da sempre si racconta in altre storie.
Lo so solo, una vanga appoggiata al muro e dimenticata.

Pietre di uno stesso blocco, frantumate,
su cui cade la pioggia.