Conducimi all’infinito

Ines Scheppac

Questo testo è qui per gentile concessione dell’autore, che me ne fatto generoso dono. Si trova in una edizione d’arte a cura di E. Mottaper edizioni Lithos, Como 2011.

imbastardisci me
di te
nelle vie dove allunga le dita l’aurora, nei bar
dopo la chiusura

il tempo dell’ultimo attacco
sta venendo

in un’alba come sempre
quando

la prima luce alla tenebra s’afferra
e da ogni parte si svuotano
parcheggi, muovono eserciti, stormi
s’alzano da terra e

iniziano a mormorare segreti le maree –

toccami la mano, danzatore ferito
amore di ceneri e alberi
e cieli
si, conducimi
all’infinito

Davide Rondoni

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