Senza difese

E come posso non difendermi,

chiudere finestre e porte,

tapparmi le orecchie e, possibilmente,

chiudere anche gli occhi

se, invece di sollecitudine

discreta, anche misurata

benevolenza, voci come lance

s’infilano, come conoscessero il percorso,

nei buchi del mio sangue

nel mio costato nel mio cuore

nel mio piede sinistro?

Non ci sono difese.

Le mie parole si frantumano

nell’aria e un tremito antico

mi veste di spaurita infanzia.

Gioco a moscacieca dentro

le strettoie del ricordo

e qualcuno mi abbatte, basta

poco, basta tagliuzzare

il sottilissimo diaframma

che mi protegge dall’esterno.

E non sono più che una bimba spaventata,

un nastro disfatto tra i capelli.

(2005?)

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