Le parole I

 Mjriam Appelhof

Io non le comando, sono autonome
le lacrime, escono da sole,  scivolano
lungo il viso senza miracoli.
Qualcuno piange, piange perchè
qualcun altro sta viaggiando nelle tenebre
e non ha lampade nè uno scialle
per coprirgli le spalle,
e qualcuno piange perchè nelle tenebre
ci sta dentro – un pozzo fondo
senz’acqua, buio  senza stelle –
e le parole stanno fuori, lontane,
irraggiungibili, le parole degli altri,
che possono salvare.

 

Da Xenia – Vico Acitillo

Pioggia

Jillian Plante

 

Piove e tu dici è come se le nuvole
piangessero. Poi ti copri la bocca ed affretti
il passo. Come se quelle squallide nuvole piangessero?
Impossibile. Ma allora: da dove questa rabbia,
questa disperazione che ci condurrà tutti al diavolo?
La Natura nasconde alcuni dei suoi processi
nel Mistero, il suo fratellastro. Così questa sera
che consideri simile a una sera da fine del mondo
più presto di quel che credi ti sembrerà soltanto
una sera triste, una sera di solitudine smarrita
nella memoria: lo specchio della Natura. Oppure
la dimenticherai. Né la pioggia, né il pianto, né importano
i tuoi passi che risuonano durante il percorso sulla scogliera.
Ora puoi piangere e lasciare che la tua immagine si disperda
nei parabrezza delle auto ferme lungo
il Paseo Marítmo. Ma non puoi perderti.

 

Roberto Bolano

 

Confine

 

 

 

 

 

Non ho più schemi da interporre
al tempo. Me ne sto lì, trascorre.
Gli do ascolto. Scorro. Delle volte
mi affaccio – è la fine di maggio –
per vedere se hanno sete i gerani
arancione, e quegli altri, rosa,
e le petunie viola. Alla sete delle ortensie,
sistemate nel punto più indebito,
io non so fare fronte.

 

Adelelmo Ruggeri

Il sogno di stanotte

 

 

 

Nel sogno l’immaginaria telecamera zummava su me, sola in un ambiente sconosciuto, buttata lì come un sacco in mezzo ad altri sacchi.  Protestavo, mi lamentavo per esser stata messa in un luogo che non era nè somigliava punto nè a casa mia nè a una casa e quell’immaginaria macchina da presa evidenziava il mio disagio, la mia solitudine, anche il sentirmi prigioniera di un un treno in movimento diretto verso chissà quale lager …