Dico un rosario di stelle

 

Dico un rosario di stelle,

io che non so.

Prego mia madre che aleggia

tra i fili dell’erba

e tra le gocce di pioggia.

Non so stare sola,

non ho più parole

e invento preghiere pagane

per non cadere più in fondo.

 

 

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A G., che il vento di novembre si porta via

Tara Minshull

Una nuova vita. Il miraggio di pochi giorni.

Si accendono, adesso, sprazzi di luce

in mezzo a tutto il buio che lo ingoia ?

Bastano l’ossigeno, il cortisone, la sacca

che lo nutre?  E’ uno straccio giallo

che porteranno via, tardivi, la pioggia

e il vento di novembre.

da ‘Poffabro ‘

 

 

 

Vengono a piedi chiamandosi gli dei, hanno tutti
il loro nome e solo sé hanno, Anna ha l’occhio vellutato
pieno di lampi di agosto, viene facendosi la treccia
la pensosa, chiama. Vengono discorrendo su moto
che luccicano, ragazzo biondo che ridi e sei biondo,
spandono in corsa benzina e miele.
Per le strade e le scalinate di Poffabro vengono
e s’incrociano sulla piazza che solo
quando sono entrati è lei

 

Ida Vallerugo

Una farfalla tardiva

da etsy com

Una farfalla tardiva sull’albero della gomma sembra

una finzione. Io stessa non sono altro che una finzione,

contro le recinzioni dell’estate che già se ne va- tarda ad andarsene rabbrividendo,

e oscuramente.

É la mia immaginazione che alla fine cresce al crepuscolo,

mezz’ora di indaco, di orizzonte che danza.

Questo nulla è puro pentimento, questo niente è più vecchio

che le mie dita disperse, macchiate di inchiostro.

Non c’è un percorso e questo è il montepremi:

la corona di sempreverdi sull’angelo di stucco,

che non ha mai avuto un giardino (come me)

e restituisce la poesia, come colui che mai se ne è andato,

recitando in un’altra lingua l’abbandono.

Paulina Vinderman