Fingo

 

 

che tutto sia sempre uguale, faccio la spesa, cucino, coccolo la gatta, esco per le mie camminate quotidiane. Ma c’è qualcosa di sordo che fa male, un buco nuovo, un’assenza nuova e improvvisa alla quale ero impreparata e che avrei voluto non si verificasse mai, non mi lasciasse ancora più inerme e indifesa davanti al dolore.
Ed è un dolore sottile e continuo, che mi riporta all’infanzia e a quel sentirmi defraudata della presenza delle persone che amavo, di cui avevo bisogno. Sembra, anzi , che questa assenza diventi ogni giorno più grande, più inaccettabile.
Mi manca una persona con la quale ho condiviso tanti anni della mia vita, alla quale mi rivolgevo (e la cosa era reciproca) per chiedere un consiglio, un supporto.
Quando alzava la voce mi faceva adirare.
Ma poi, sapere che una malattia terribile gli ha invaso polmoni e cervello e poi vederlo lì, all’ospedale, pieno di borse e sacche e tubicini e l’ossigeno per poter respirare fino a che il cuore regge.
Sono andata a vederlo finchè era vivo, anche se la sua vita era ormai alla fine.
Mi manca, e la sua mancanza è dolore.

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