Corridoi

Anouk Mercier

In quanti corridoi ho camminato
a luoghi di passaggio destinata.
E nei chiostri dei templi.
Ma cosa ci facevo se il dio era fuori, nei vostri volti?

E in questo corridoio di vetro smerigliato ora.
Non si spezza. E l’unghia a scalfire la vernice, di là forse
una pianura
di neve con statua acefala  e gabbiani in volo.

E insiste  l’anima unghia col suo fare misterioso.
Si, forse anche di là c’è qualcuno a scalfire
incessantemente. Tu, Assente?

E in corridoi di vetro ho camminato, i muri più duri.

Ida Vallerugo

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