Agenda 2010

Da mezzo secolo  la casa è ormeggiata
dentro un’acqua in burrasca.
Piano l’hanno lasciata tutti come fumo
che si mescola alle nuvole.
Guarda: è piena di falle, potrebbe
andare a fondo, trascinarmi
nell’acqua cupa .
Io non conosco la lingua muta dei pesci,
delle attinie, occhi nel buio,
rocce muschiose, tentacoli,
il freddo della notte.

*                                                                                  

Qualcuno se n’è andato.
Qualcuno ogni giorno va via
e lascia un vuoto di stelle,
parole incompiute nella gola,
frasi che non sapevano la strada
e poi rimane questo gelo delle mani
e delle braccia inermi
che stanno lì, ferme
(come un soldato che ascolta
gli ordini e vorrebbe rompere le righe)
e col pensiero sono due archi a sollevarsi,
morbidi, abbracciare e dire
le parole rimaste chiuse in gola.

*

e quando saremo ricoperte di muschio,
io e la mia casa,
chi ci cercherà non saprà da quali ferite
sgorga il sangue, se dal mio corpo
o dal suo grande corpo
che mi ha protetto dalla pioggia e dal vento,
lei, madre cava  che invecchia  accanto a me
e con me frana, lentamente.

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