I giardini della memoria

Cristina Bove

hanno camminamenti di sassi e croci
rifioriscono in coro
o muoiono in silenzio
assisto
da panchine deserte
all’inversione non concessa
solo postfazioni di minuti
all’inquieto vivere

e guardo
tracce d’arancio e oro
mi pettino di mille capogiri
a braccia alzate
trattini in successione
ridisegno una voce sulle labbra

hanno palpebre fisse le finestre
cortili ciechi
eppure
un soffio di malinconia da flauto
mi accarezza la fronte

Cristina Bove

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Porta i fiammiferi sempre con te

Jeeyoung Lee

 

 

Sono le 14:11. L’ora mi rammenta
il compleanno. Quando una volta mi sono
imbacuccata in un maglione e nella mantellina gialla.
Ho afferrato un grande ombrello nero

e un paio di stivali di gomma.

Non ho dimenticato i fiammiferi. Sono uscita direttamente
nella pioggia ad accendere un cero per le poesie non scritte
e attendere tra le felci le castagne e la fortuna.

Ho ancora le dita intirizzite e le stringo in pugno
per ogni evenienza. Quand’ero una ragazzina mi
dicesti che non si sa mai quando la fortuna sfrecci
in giro. Perciò ho sempre la finestra aperta e se è

necessario in biblioteca mi prendo in prestito la speranza.

Disponiamo sempre di cinque minuti per accendere
i fiammiferi e lanciare le monetine. Affinché passi
la paura con la mano stretta nella mano. Perché tu
schiuda il pugno e intravveda un po’ della mia pena.

Ana Pepelnik