La strada (2008)

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La porta s’apre su un sentiero sconnesso, arido, disseminato di sassi appuntiti su cui piove una bava di luna malata. Non ci sono cartelli indicatori, ma sembrerebbe, a guardarlo, affossarsi in un inferno di tenebre e solitudine.
Un vento invisibile ha chiuso la porta, sbattendola, dunque non c’è possibilità di ritorno. Sola andata. Verso questo nulla gelido e tenebroso in cui il respiro fatica a trovare il suo ritmo normale e si fa affanno, cedimento.
Le mani lungo il corpo sono due ombre chiare con vita propria e mostrano i rigagnoli viola delle vene , la contrattura delle dita.
L’acqua è una visione lontana, un desiderio appeso ai rami scarnificati dei pochi alberi, tra un lato e l’altro della strada. La gola, le labbra bruciano d’arsura.
C’è un miraggio di colline lontane, nel buio, e non si sente altro che il calpestio leggero dei passi.

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2 thoughts on “La strada (2008)

  1. Blumy ha detto:

    grazie, Luce, ti rinnovo gli auguri per il nuovo anno. 🙂

  2. Lucetta Frisa ha detto:

    esplicitamente…
    Come sempre un saluto caro e un altrettanto caro complimento

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