La bambina dei libri

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Di te non so il nome

né con esattezza gli anni.

Ti ho conosciuta solo in foto

uno scatto tra tanti, veloce

come una raffica di mitraglia

perché a Gaza, tra le macerie, la vita

è un filo da cogliere al volo,

prima che si spezzi.

Esile, nel tuo vestitino verde

che a dispetto del nero delle bombe

illumina della luce che hai in cuore

l’incarnato e gli occhi,

quel tuo visetto di bambina

senza infanzia, senza giovinezza,

stupito solo di essere scampata.

Chissà quali labbra domani

baceranno i tuoi capelli. Chissà

se dalla crisalide nascerà all’amore

la donna farfalla. Chi può dirlo?

A Gaza la storia non eredita gli anni

ma un tempo che reputa fortuna

vivere da un sole a un sole.

Oh bambina dei libri

la sorte ti ha portato oltre il mare

in case dove si muore di vecchiaia

e il possesso fa dei nostri cuori pietre.

Le tue mani strette ai sillabari

più di ogni fucile annienteranno

la protervia che nega le tue primavere,

l’ottusa indifferenza dai nostri petti.

Vladimiro Forlese

 

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