Anch’io

A Giovanna S.

Il nero non si addice a Giovanna,

il rosso le stava bene

sulle labbra.

Il tempo dell’addio sanguina

senza cura

e c’è una sedia, solo una sedia

per la giovinezza selvatica,

autorevole.

Resta Monteverde, il suo prato,

le strade salvate dentro al tormento

del barocco.

Restano Sandra, Lucia e la madre

e tutte le altre – l’infanzia intatta,

catena scabrosa come solo l’amore.

La poesia, una preghiera

senza scampo

come solo i braccati conoscono.

Ricordo il martirio, un tempo senza fine

nudo e misero trionfi l’umano

oltre il corpo offeso.

Resta la vita, il passaggio da pagare.

Ammetterlo, assolversi.

Le notti

II

Nel silenzio c’è una fuga che mi insegni

con la voce, con quello sguardo striato,

dove passa l’infanzia in un volo,

dove c’è la vecchiaia che sarà

e non ti perdo

seguo le tracce con le parole.

Un segno nella tua voce,

sulla fronte baciata spesso nei sogni,

carezzata di fretta come chi scappa

senza la solitudine, riconoscendola in ogni gesto

sei padre e giorno – paura e gioia.

Siamo l’alba che beviamo

e ci segue e ci apre come solchi

pieni di pudore.

Al sole siamo solo grano che non smette

di crescere e noi, noi siamo

questa preghiera.

Gabriela Fantato

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...