Juana Castro

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I

Lo specchio, la notte e quell’erba
che le cresce nello sguardo
le dicon che ha vissuto.
Ci sono forse uccelli
con un punto di fiele che fu suo.
E vivo, che serba il suo ricordo.
Ma l’ha dimenticato.
Non le resta nè un nome, nè una data,
e pur così feroce è stato il tempo,
che ritorna bambina,
la stessa che nutriva
il suo spazio di sogni e di fantasmi.

II

I fiori dell’asfalto, dolcemente orinati,
la verità non sanno.
Fioriscono, improvvisi, nella strada
e il loro falso nettare
è cellofan di porpora o di zucchero.
Non è inganno ma fumo il loro frutto.
E a mangiarli
compi un atto di fede sulla paglia.

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