Una finestra

window-at-night3[1]

 

Una finestra per vedere

una finestra per sentire

una finestra che come bocca di un pozzo

giunga in fondo al cuore della terra.

E si apra lungo questa continua grazia azzurra,

una finestra che nel favore notturno del profumo di nobili stelle

trabocchi di piccole mani della solitudine,

e da lì potremo invitare il sole

allesilio dei gerani.

Mi basta una finestra.

Vengo dal paese delle bambole

sotto lombra di alberi di carta

nel giardino di un libro illustrato

dalle stagioni secche dellesperienza arida dellamicizia e dellamore]

dai sentieri polverosi dellinnocenza

dagli anni fiorenti nelle pallide lettere dellalfabeto

da dietro i banchi di una scuola malsana

quando i bambini ormai sapevano

scrivere sulla lavagna la parola pietra

gli stormi confusi volarono dai vecchi alberi.

Vengo dal cuore fra le radici di piante carnivore

e la mia testa ancora

trema allurlo terribile di una farfalla

crocifissa sullalbum con uno spillo.

Quando la mia fede era impiccata alle fragili corde della giustizia

e in tutta la città

facevano a pezzi il cuore dei miei occhi,

quando soffocarono con il fazzoletto nero della legge

gli occhi infantili del mio amare

e dalle tempie pulsanti della mia speranza

sgorgavano fiotti di sangue,

quando la mia vita ormai non era più nulla,

nulla, se non il tic-tac di un orologio,

capii che dovevo amare,

amare, amare follemente.

Mi basta una finestra.

una finestra nellora dellintesa, dello sguardo, del silenzio.

Adesso lalbero di noci è talmente cresciuto

che spiega alle sue giovani foglie

la presenza del muro.

Chiedi allo specchio

il nome che ti salverà,

la terra che freme sotto i tuoi passi

non è più sola di te stessa?

I profeti del nostro tempo

hanno forse portato le scritture della rovina?

Queste esplosioni continue,

e le nuvole sporche

sono forse lannuncio di un canto sacro?

Tu, amico, tu, fratello, tu che hai il mio stesso sangue

quando arriverai sulla luna

scrivi la storia della strage dei fiori.

Sempre i sogni

sinfrangono dallalto e muoiono,

io annuso il quadrifoglio

che spunta sulla tomba di antichi sensi.

La donna che divenne polvere nel sudario dellattesa e del pudore,]

era forse la mia giovinezza?

Salirò di nuovo, io, per le scale della curiosità

per salutare il buon Dio che cammina sul tetto di casa?

Sento che il tempo è trascorso

sento che è un istante la mia parte

tra le pagine di storia

sento che il tavolo è il pretesto di una pausa

tra i miei capelli e le mani di questo triste sconosciuto.

Parla, parla con me

esiste forse qualcuno che conceda a te il suo corpo caldo?

E da te non desideri altro che sentire la vita che scorre?

Parla, parla con me,

salva,

al riparo della mia finestra,

sono amica del sole.

Forugh Farrokhzad

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...