J’aime le brouillard

J’aime le brouillard, tu le sais
Ses épaisseurs lumineuses
Ses taches de mort calme dans l’antre du jour

Et tu sais aussi que j’aime le brouillard parce qu’il ressemble
A ce regret qui est en moi
Entre l’heure et la mémoire
Quand j’ai la vertu de regarder ma mort
Les claires ruines et tout l’après
Où je n’aurai plus de structure
Où il n’y aura plus de langage, plus de formes même ombreuses
Plus d’arête aucune catégorie dans le vide
Aucun vide du vide
J’aime le brouillard de m’y faire réfléchir
S’il ressemble tant soi peu à ce destin défaisant mon heure
Dans le voeu de l’instant et du rien

(tiré du livre de poèmes “Les élégies de Yorick”)

Jacques Chessez

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Amo la nebbia

Amo la nebbia, lo sai,
la sua densità luminosa
le sue chiazze di morte calma nell’antro del giorno

E sai anche che amo la nebbia perchè somiglia
a questo rimpianto che è in me
tra l’ora e la memoria
quando ho la virtù di guardare la mia morte
le chiare rovine e tutto il dopo
in cui non avrò più struttura
in cui non ci sarà più linguaggio, più forme anche ombrose
più sosta per nessuna categoria nel vuoto
nessun vuoto del vuoto
Amo la nebbia per il suo farmi riflettere
se somigli tanto o poco a questo destino che disfa la mia ora
nella promessa dell’istante e del niente

(tratto dalle ‘Elegie di Yorick’)

trad.  Blumy

Abito un dolore – Poema polverizzato

Jerry Uelsmann

Non smettere di dirigere il tuo cuore verso quelle tenerezze parenti dell’autunno
al quale esse prendono in prestito la loro placida andatura e l’affabile agonia.
L’occhio si riempie presto di rughe. La sofferenza conosce poche parole. Scegli
di andare a dormire senza pesi: sognerai che la tua casa non ha più vetri.  Sei
impaziente di unirti al vento, al vento che attraversa un anno e una notte. Altri
canteranno l’incoroporazione melodiosa, la carne che non personifica più che  la
stregoneria della clessidra.  Condannerai la gratitudine che si replica. Più tardi
ti identificheranno come un gigante disgregato, signore dell’impossibile.

Eppure.

Non hai fatto che aumentare il peso della tua notte. Sei tornato alla pesca delle
muraglie, alla canicola senza estate. Sei furioso contro il tuo amore al centro di
un’intesa che sconvolge. Pensi alla casa perfetta che non vedrai mai costruire.
A quando la raccolta dell’abisso? Ma hai cavato gli occhi al leone. Credi di
veder passare la bellezza sopra la lavanda nera …
Chi ti ha sollevato, una volta ancora, un pò più in alto, senza convincerti?
Non esiste un seggio puro.

trad.  di Blumy